“Meteora (Grecia): racconto visivo tra roccia e spiritualità”

Gianni Zandoli

I monasteri delle Meteore sono un sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO

I Monasteri delle Meteore, costruiti dai monaci ascetici, erano 24. La maggior parte sono andati distrutti. Ne sono rimasti solo 6, visitabili, e ricchi di storia, arte e cultura. 
Ma bisogna sempre consultare gli orari di apertura e chiusura stagionali, in modo da poterne visitare il più possibile in un giorno o paio di giorni. Meteora significa, letteralmente, “sospeso in aria”. Ed è proprio questo che sembrano, i monasteri costruiti sugli imponenti pilastri di roccia arenaria a pochi km da Kalambaka. In questo articolo ti raccontiamo la loro storia, come e quando sono stati realizzati e come visitare le Meteore in Grecia.

La storia di Meteora risale all’XI secolo, quando i primi monaci eremiti si stabilirono nelle grotte naturali di queste formazioni rocciose per trovare pace e solitudine. Ma fu nel XIV secolo che il destino di Meteora si intrecciò con quello di devoti monaci greco-ortodossi. Essi, guidati dalla visione celestiale, eressero i primi monasteri tra il cielo e la terra, creando un ponte tra il divino e l’umano.




San Atanasio delle Meteore fu il pioniere di questa sacra missione, fondatore del primo monastero sulle vette celestiali di Meteora. Questo luogo di preghiera e meditazione si trasformò in un baluardo di fede durante le oscure persecuzioni ottomane, offrendo rifugio a coloro che cercavano Dio nel silenzio delle pietre antiche. Nel corso dei secoli, grazie alla generosità di nobili cuori e alla protezione naturale offerta dalle imponenti rocce, Meteora fiorì come un giardino di spiritualità, con monasteri che sfidano la gravità e sussurrano ancora oggi le antiche preghiere al vento. L’edificio più grande e più alto del complesso è il monastero di Megalo Meteoro o Monastero della Trasfigurazione, eretto a metà del XIV secolo.




In tutto vennero costruiti 24 monasteri sulla cima di queste rocce, utilizzando scale di corda e reti per accedere a queste inaccessibili alture, ma solo 6 sono ancora attivi e aperti al pubblico: Agios Nikolaos Anapafsa, Metamorphosis tou Sotiros (o Megalou Meteorou), Varlaam, Roussanos, Agia Triada ed Agios Stephanos.

  1. Monastero della Trasfigurazione di Gesù (Moni Megalou Meteorou), noto come La Grande Meteora, lo abbiamo detto, è stato il primo ad essere costruito dai monaci. Al suo interno, di notevole pregio gli affreschi in cui è raccontata la persecuzione ad opera dei turchi.
  2. Monastero di Ognissanti (Moni Varlaam) prese il nome dall’eremita Varlaam che lo abitò per primo. Custodisce l’affresco di Alessandro il Grande ridotto a mero scheletro.
  3. Monastero di Santa Barbara (Moni Agias Varvaras Roussanou), è uno dei due conventi delle Meteore ad essere precluso all’ordine dei monaci, è infatti strettamente femminile. 
Due affreschi, uno sulla Resurrezione e l’altro sulla Trasfigurazione, sono ben conservati al suo interno.




  1. Monastero di San Nicola Anapafsas (Moni Agiou Nikolaou) è molto suggestivo: essendo costruito su una roccia estremamente piccola, nel salire si scopre una Meteora a piani dove scopri una Cappella, una Chiesa minore e una superiore, il Refettorio e l’Ossario.
Anche all’interno di questo monastero ci sono affreschi interessanti dell’artista cretese Theophanes Strelizas.
  2. Monastero della Sacra Trinità (Moni Agia Triada) con un accesso piuttosto vertiginoso guarda agli altri monasteri dall’alto della sua solitaria posizione. Un paesaggio tra i più belli ed enigmatici.
A colpire l’occhio sono gli affreschi della chiesa seicentesca.
  3. Monastero di Santo Stefano (Moni Agiou Stefanou) è il secondo convento della Meteora ad avere avviato il monachesimo femminile. Le donne provvedono ai lavori, si occupano delle opere spirituali e di restauro.




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